PLEBEIAN GRANDSTAND - LOWGAZERS


Think about Black Metal. That genre that expresses rage and desolation throught frenetic blast beat and glacial guitar riffs. Now think about Chaotic Hardcore, one of the most controversial and extreme genre in these last years. Did it? Okay then, now mix up these two genres and you'll get "Plebeian Grandstand" band. You think it's absurd? I know, but, this is exactly how the french band shows itself: a music that communicats schizophrenia, madness, chaos and destruction, surely the best words to describe this "Lowgazers". Though, there are no words that can fully describe the pure album's essence. The french band made something completely new, but surely the heavy sound is not for everyone. The atmosphere you can feel since the first track, "Thrvst", it's the same one you could feel staying in an asylum cell by late night: desperate screams, distorced and confused sounds, frenetic blast beat... in a few words, a bloody mess. In all the album, especially in the beginning, you can feel typical influences of black metal and chaotic hardcore: dissonant arpeggios and blast beat from the first one, voice and chaso from the second one. Next song, "Endless Carving", is, musically talking, fuckin' insane: no sign of melody, only chaos. Now I can't talk track by track. It would be impossible, because the album is too controversial and complex, though it follows a simple rule: raise all the bloody mess you can. Even the secondary tracks, such as "Relief of Troth", with their apparent calm and stillness make the listener even more anxious. This french band has done more than "All Pigs Must Die" did in the past, they have created something unique, new and original, something we'd call "Chaotic Black Metal", a genre that is difficult to describe and, sincerely, I don't even know how much did I like it, I only know that what they have created goes behind the music itself, this is pure fantasy and a genius' work. It is so complicated that I could go on for hours saying the same things, becoming monotonous, so I'll stop now saying: for those who think that these guys deserve a little attention, then my advice is to listen to their album. Just remember: it isn't an easy-listening album, you could take hours to appreciate it, but, trust me: it's totally worth it. [Translated by Lorenzo Naturale]


Pensate al Black Metal, genere che esprime rabbia e desolazione attraverso blast beat frenetici e riff di chitarra glaciali. Ora pensate al Chaotic Hardcore, uno dei generi più controversi ed estremi degli ultimi anni. Fatto? Bene, ora mischiate questi due generi insieme ed avrete i “Plebeian Grandstand”.  So che sembra assurdo, ma questo è quello che ci propone la band francese: una musica che comunica pazzia, schizofrenia, chaos e distruzione, sicuramente le parole più adatte a descrivere questo “Lowgazers”. Le parole più adatte, certo, ma non basterebbero in nessun caso a sviscerarlo completamente. Ciò che il gruppo francese ha creato con questo disco è qualcosa di totalmente nuovo ed innovativo, ma sicuramente non adatto alle orecchie di tutti. L’atmosfera che si respira fin dalla prima canzone, “Thrvst”, è la stessa che si respirerebbe stando da soli in una cella di un manicomio a notte fonda: urla disperate, suoni distorti e confusi, blast beat frenetici, chaos più totale, il tutto preceduto da un intro che fa calare l’ansia nell’ascoltatore. Fin da subito si riescono a percepire le influenze sopracitate: gli arpeggi dissonanti e blast beat tipici del Black Metal, e la voce e il casino del Chaotic Hardcore. La canzone successiva, “Endless Craving”, per quanto possibile, è ancora più musicalmente fottuta della precedente: ogni minimo cenno di melodia è stato spazzato via, esiste solo il chaos. Ora, continuare facendo una recensione track per track sarebbe praticamente impossibile, poiché il disco è troppo complesso e controverso, pur basandosi essenzialmente sul “fare più casino possibile”. Anche le tracce “di passaggio”,come “Relief of Troth”, pur avendo la funzione di catalizzatore, con la loro lentezza e calma apparente non fanno che aumentare l’ansia nell’ascoltatore. I Plebeian Grandstand sono andati ben oltre ciò che avevano fatto gli All Pigs Must Die in passato, hanno creato qualcosa di inimitabile e unico, una massa informe di Chaotic Black Metal, un genere a dir poco indescrivibile e, sinceramente, non so dire neanche io quanto mi sia piaciuto, so solo che l’originalità e il genio di ogni componente vanno oltre ogni immaginazione, trascendendo l’essenza stessa della musica, e se mi dilungassi nel parlare di questo assurdo capolavoro non farei altro che rischiare di precipitare nella ripetitività, quindi tutto ciò che posso dire a chiunque sia incuriosito da questo particolare gruppo è di correre ad ascoltarselo, però vi avverto: non è un disco facile da digerire, ci vorranno parecchi ascolti per metabolizzarlo del tutto, ma credetemi quando vi dico che ne varrà veramente la pena.






Alessio Strano
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About Marco Gattini

YDBCN è un collettivo di persone disagiate che odia la musica
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