Recensione: Apocalyptica - Shadowmaker


C'era una volta ‘Plays Metallica’, suonato da quattro violoncelli , che fece la sua comparsa prodigiosa nel lontano 1996. Sì, era un album di cover, ma non era solo un altro gruppo metal che proponeva la solita formula, era invece un quartetto finlandese di violoncelli che univa rock, metal e musica classica, molto intrigante. Gli anni rombavano e molti pensarono durasse poco la ‘moda’ del classic-metal proposto, invece non fu così, e ora gli Apocalyptica hanno raggiunto il nono full-length per la loro già ricca tavolozza sonora. Ecco quindi  ‘Shadowmaker’, gli Apocalyptica hanno ora come cantante Franky Perez (ex-Scars on Broadway)che  prende posto sotto i riflettori e fa notare già da subito la sue doti vocali. ‘Shadowmaker’ si rivela un mix di hard rock e alternative, a volte anche molto catchy (‘Hole in my Soul’). Tutto questo è supportato dalla linea classica degli Apocalyptica, ed è facile accostare queste release tra le opere precedenti della band come ‘ Worlds Collide’ e ‘7th Symphony’. Brani come ‘Cold Blood’, ‘Shadowmaker’, ‘House of Chains’ e ‘Come Back Down’ hanno nette somiglianze con band come Shinedown e Alter Bridge con istanze strane e sottili di Jamiroquai di qua e di là. E’ difficile prendere in considerazione canzoni singole, perché sono tutte sullo stesso piano di stesura. Franky Perez è una buona aggiunta alla band. Lui non sta facendo tutto ciò che non è stato fatto prima, non propone nulla di eclatante, però è il cantante adeguato per questa release, la sua voce non troppo greve, ma con un livello di tenuta e consistenza che mancava agli Apocalyptica su ‘Worlds Collide’ e ‘7th Symphony’. La sua voce è una miscela di Doug Robb (Hoobastank), Brent Smith (Shinedown) e Myles Kennedy (Alter Bridge). Strumentalmente Paavo, Eicca, Perttu e Mikko sono  energici come in passato,sempre pronti  a  nuove complessità e mantenere sempre alti livelli di composizione, sono il nucleo reale di questo progetto, infatti non a caso troviamo l'inserimento di brani puramente strumentali come ‘I-III-V Seed of Chaos’, ‘Reign of Fear’, ‘Riot Lights’ e ‘Till Death Do Us Part’, per ricordare la vera origine della band. ‘Shadowmaker’ è di facile ascolto, forse la durata poteva essere diminuita, però sono rimasto sorpreso dalla facilità con cui amalgamano il classico con il rock, e la facilità con cui si fanno ascoltare e nello stesso tempo comporre canzoni per niente banali. Per molti potrà essere un importante release di questo 2015, per me risulta solamente un piacevole album per cambiare genere o introdurne uno nuovo nel proprio bagaglio musicale.


Apocalyptica, Shadowmaker Track Listing:
1. “I-III-V-Seed of Chaos”
2. “Cold Blood”
3. “Shadowmaker”
4. “Slowburn”
5. “Reign of Fear” (bonus track)
6. “Hole in My Soul”
7. “House of Chains”
8. “Riot Lights”
9. “Come Back Down” (bonus track)
10. “Sea Song (You Waded Out)”
11. “Till Death Do Us Part”
12. “Dead Man’s Eyes”

Recensore: Marcello Mazza

SENTENZA: And Nothing Else Matter





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