Progressive Chic: Northlane - Node


Quando si parla di cambi di line-up in una band, ad ogni singolo fan di quella band sale un brivido lungo la schiena, perché amava così tanto quella band con quella formazione, che adesso ha paura che venga tutto rovinato dall’entrata di un nuovo membro. Questo, più o meno, è stato il pensiero credo di qualsiasi ragazzo nel mondo fan dei Northlane, me compreso. La dipartita di Adrian, voce caratteristica dei dischi della band, ha fatto sì che i Northlane iniziassero a cercare un sostituto, trovandolo infine in Marcus Bridge.
“Node”  è un qualcosa che si distacca quasi completamente dal resto dei lavori del gruppo (Giustamente, aggiungerei), poiché il disco è stato costruito intorno alle capacità del nuovo cantante, dotato di clean vocals da brividi, e di un cantato scream/growl su cui ancora c’è da lavorare. Di conseguenza, ciò ha portato i Northlane ad inserire molte parti “Ambient”, facendo ampio uso di synth e riff di chitarra ipnotici amalgamati da Chorus, Delay e quant’altro. Il disco, a differenza del precedente “Singularity” è molto più studiato dal punto di vista concettuale, e punta su un tipo d’impatto totalmente diverso da quello a cui eravamo stati abituati dai Northlane. Quando dico che il disco è stato costruito intorno a Marcus, intendo dire che Marcus è il vero protagonista di questo “Node”. Marcus dà il meglio di sé in tracce come “Ra” e “Leech”, fra le migliori del disco a mio parere. Inoltre, riesce a farsi spazio anche in canzoni più intricate come “Weightless” o la title track stessa. Purtroppo, per quanto possa aver amato le vocal lines di Marcus in questo nuovo disco, il lavoro di chitarra, che ho sempre ritenuto magistrale nei Northlane, questa volta mi ha un po’ deluso. Sotto tono, un po’ troppo ripetitivo. Ammetto che ho apprezzato queste parti in clean, presenti in canzoni come “Rot” oppure “Obelisk”, ma credo che abbiano abusato di quest’ultime, poiché si ritrovano fin troppo spesso durante l’ascolto dell’album. Non puoi pensare di buttare sempre lì il solito break Djent con sotto un synth o qualche chitarra effettata per tappare i buchi in tutte le canzoni, e questo per me penalizza il lavoro intero. Forse hanno preferito utilizzare più tempo per cercare di dare al pubblico un degno sostituto di Adrian, dimenticandosi di offrire una parte strumentale decente e degna di accompagnare una voce così delicata e versatile, spiattellando nel disco le prime idee che hanno trovato sul momento. In definitiva, un disco nella media, niente di particolarmente rimarcabile, ma è pur sempre un lavoro dei Northlane, e credo che una band simile difficilmente riuscirà a tirar fuori un disco completamente da bocciare.



Tracklist
1. "Soma" 4:02
2. "Obelisk" 4:14
3. "Node" 4:42
4. "Ohm" 4:07
5. "Nameless" 2:19
6. "Rot" 3:53
7. "Leech" 4:21
8. "Impulse" 3:35
9. "Weightless" 5:15
10. "Ra" 4:27
11. "Animate" 5:24

Total length: 46:21

SENTENZA: Serve la bussola


Recensore: Alberto Orbi

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