Being As An Ocean - How We Both Wondrously Perish


Recensire i BAAO è difficile. L'album poi non si concede facilmente ad interpretazioni rapide. Dear G-d è uno degli album più importanti della mia vita, mi ha cambiato, è stato veramente quello di cui avevo bisogno da molto tempo. I BAAO per me sono molto più di un gruppo, sono un'ancora di salvataggio.
Premesso questo, il nuovo How We Both Wondrously Perish vede delle connotazione oggettive di novità. Massiccio uso di Gain stile "Post-Hardcore dei nostri giorni". L'introduzione del cantante/chitarrista dei defunti The Elijah. Elementi che rivoluzionano il modus operandi delle canzoni che soffrono molto della rivoluzione a livello sonoro perdendo molto del loro smalto e della loro personalità, le chitarre vengono quasi del tutto abbattute dal loro stesso gain e dalle basi poste sopra esse. La ritmica si mangia tutto e quello che rimane è il cantato, vero timoniere del cd. Che sia il Lead Singer che l'ex membro degli Elijah è l'elemento sul quale si basa il cd. Aiutati da un bell'uso di synth ed effetti, c'è da dirlo, a questo giro troviamo un buon vigore sui ritornelli in clean con qualcosa di molto più easy e pop-oriented in "The Poets Cry For More" e "We Drag The Dead On Leashes". Singoli che ho dovuto soffocare nella mia mente perchè anche prima di andare a dormire mi venivano in mente i ritornelli. Potenza e muscoli si possono trovare ben mischiati al pathos canoro nei singoli anticipanti il cd "Death's Great Black Wing Scrapes The Air" ed in "L'exquisite douleur". Terza ed ultima categoria di canzoni del cd "quelle riflessive". La composizione della tracklist può fare la differenza, mettere "Natures" e "Mothers" una vicina l'altra porta l'ascoltatore ad un rovinoso declino di noia, purchè le tracce in se siano belle, gli ultimi 10 minuti del cd non possono farti passare la voglia di rimettere da capo l'ascolto. Buttati al vento anche il minuto della title track e i due minuti di rumore di "We Drag The Dead On Leashes", traccia che di per se dura veramente solo 2 minuti e spiccioli. Ma si possono fare questi errori? Dopo che hai concepito la perfezione come minimo può fare un bel cd, che è ciò che accade, ma è ovvio che i fan come me si aspettavano qualcosa di più.
Altro interrogativo importante del cd è l'uso del doppio singer in alcune tracce, dove quello che dovrebbe essere il cantante principale fa la comparsa. Canzoni destinate quindi a non essere rese live. Ci può stare, ma mi immagino che cazzo faccia il nostro Joel ad ogni cazzo di ritornello se è quell'altro che canta. Canterà anche lui? Farà finta di farlo? Secondo me da questo punto di vista c'è uno sbilanciamento nettamente a favore dell'ex membro degli Elijah. La produzione ritorno a marcare come sia praticamente fatta a fotocopia di metà del roster della InVogue Records. Male. Molto male.
Per una band che non aveva NIENTE di "metal" ci ritroviamo per le mani queste distorsioni del tutto evitabili. Il "crunch" utilizzato su Dear G-d era una delle cose che donava personalità al lavoro e un senso quasi rituale, come se tutto il cd fosse una preghiera. Questo cd perde tutta la sua sacralità, molto del suo essere "True believer" in quanto gioca a fare la band "post hardcore di tendenza". I BAAO sono e penso saranno sempre un gruppo con una personalità innata e naturale ma di questo passo non so quanto del loro fascino iniziale, quello del quale mi sono innamorato, resterà nel tempo.
Bisogna dare a Cesare quello che è di Cesare, vero, e per quanto continui ad ascoltare questo cd non c'è niente che mai mi farà rinnegare il precedente. Nessuna delle nuove composizioni può minimamente competere a livello emotivo e testuale col precedente.
Fate vobis.


 Edoardo Del Principe


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