Devangelic - Resurrection Denied



I am not a very patriotic asshole but talking about brutal music sphere I must say that italians have just nothing to learn, compared to the most known American scene. And after getting signed to Comatose Music, with their "Resurrection Denied" debut, Devangelic make my beliefs stronger. Devangelic are a project born in 2012, from well expirienced members like Mario Di Giambattista (Vulvectomy and several projects) as guitarist and Paolo Chigi (Putridity) as frontman. This full-lenght embodies exactly what I think brutal death metal should be: A blast of riffs too fast to let you grasp them, a voice come from the sewers of hell (we really love sewers) and blastbeats that bury you down the ground stomp after stomp. Great job for Mario, old riff-mincer, able to make play brutal even a Michigan's country band. Strong his slam-death influences, ed innegabili le sue influenze slam, especially when everything slow down. Even if not very original and mostly inspired by more notorious acts, the machine works well and with concrete personality. About concept and lyrics, well... Take a look to the artwork, read some title and everything will be clear! "Resurrection Denied" is mature specially for a debut: massive and coherent, extremely direct to the listener, without fillers, for 30 minutes of carnage and mental slaughtery. Nowadays this is the only way to keep alive the genre, if you don't want to innovate or let the influences get in (as The Kennedy Veil actually do) you have to sound ruthless or just quit. All tracks are really good but "Apostolico Dismembering" is just my cup of tea. I could not ask for anything better, Devangelic worked hard and terribly right, so thumbs up for this italian release and let me say it: Italians Do It Better! [Translated by Giuseppe Romano Luzzi]




Non per fare del patriottismo gratuito, ma nell'ambito brutal devo dire che noi italiani non abbiamo davvero nulla da invidiare da quello made in USA. A farmi riconfermare tale frase ci hanno pensato i Devangelic con il loro disco di debutto, "Resurrection Denied", dopo aver firmato nientemeno che per la Comatose Music (Antropofagus, Kraanium, Pathology, Vomit The Soul ecc.)
I Devangelic sono un progetto creatosi nel 2012, da componenti che oramai si son fatti le ossa in questo campo, tra cui Mario Di Giambattista (Vulvectomy e svariati altri progetti) alla chitarra e Paolo Chiti (Putridity) alla voce.
L'album rappresenta esattamente ciò che intendo o che penso quando sento dire brutal death metal: raffica di riff che non ti danno quasi il tempo di capire i passaggi (ecco perché va riascoltato più volte), ringhia direttamente dall'inferno, come il genere li richiede, e blast beat che ti sotterrano vivo a furia di colpi in testa.
Ottima prestazione di Mario, ormai espertissimo macinatore di riff, capace con la sua Jackson di far suonare brutal anche una band country; ed innegabili le sue influenze slam, evidenziabili soprattutto quando non si va a 300 bpm.
Pur non essendo propriamente originale e pur riprendendo inevitabilmente molto dalle band prima citate, le singole canzoni riescono ad assumere una propria identità ed a stare in piedi da sole, cosa non da poco, dato che alla fine per il 90% del disco il guitar work è concentrato solamente nei primi 4 tasti.
Per quanto riguarda il concept delle lyrics, beh...guardatevi bene l'artwork o leggetevi i titoli e vedrete che non sarà difficile intuirlo.
"Resurrection Denied" suona molto maturo nonostante sia il primo full length dei Nostri, è compatto per tutta la durata e molto facile da assimilare dopo qualche ascolto e cosa da non sottovalutare, non presenta fillers dato che la durata è quella giusta per un disco brutal del genere: circa mezz'ora di maciullamento e smembramento cerebrale. Oramai per fare brutal duro e crudo senza altre influenze e senza innovare il sound (vedi The Kennedy Veil), o lo fai coinvolgente e massacrante come il disco in questione o lasci perdere a prescindere.
Non mi sento di citare tracce, eccezion fatta per "Apostolic Dismembering", capace di creare atmosfere provenienti direttamente dal tartaro.
Devo dire che non potevo chiedere di meglio, quello che dovevano fare i Nostri l'hanno fatto, senza troppi fronzoli, per cui pollici in su per questa altra uscita nostrana che conferma la famosa frase: Italians do it better!







Marco Gattini

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YDBCN è un collettivo di persone disagiate che odia la musica
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