Helia - The Great Divide : Un CD che fa Gaga


Premessa: In Italia spesso, quando si sente parlare di questa band, immediatamente partono flame allucinanti, chi li ama, chi li odia, chi parla di loro come divinità, chi come band mediocre.

Gli Helia, band portata alla ribalta dalla famosissima cover di "Alejandro" di miss Gaga, sono finalmente usciti allo scoperto con un full length sotto InVogue records, etichetta americana parecchio chiacchierata negli ultimi tempi che presenta nel suo roster band del calibro di Being As An Ocean e Famous Last Words.

The Great Divide sembra quasi partire con il botto, la tripletta "Lantern on Lake", "Not me, but Mine" e "Gaia" è promettente, fa quasi pensare a qualcosa di VAGAMENTE personale, e anche su "Suit & Tie" il tutto sembra di buon livello, seppur alcuni passaggi ricordano un po' troppo i Bring Me the Horizon di Suicide Season.
Ecco ricordate questo momento, poichè, da qui in avanti, troveremo MOLTI passaggi che ci porteranno alla memoria la band di Sheffield, che dimostreranno il completo decadimento del cd.
"I Gave My Heart To The Wolves 2.0" è praticamente un plagione di Chelsea Smile quindi c'è molto poco da commentare, "I Might Be Wrong" è la classica traccia pseudo tranquilla e melodica, peccato che sia completamente vuota, con "Overcome Yourself" cercano di arrampicarsi in territori più "prog metalcore" stile Erra per intenderci, riuscendoci discretamente, ma senza colpire nel segno, "The Siberian" è un'altro plagio Bringhiano, la sorella brutta di "It Never Ends" in certi passaggi, "Giuda Iscariota" è Pray For Plague sotto steroidi; la traccia finale "Memento Mori" invece è probabilmente la migliore dell'album, se non addirittura un dei pezzi meglio lavorati che abbia ascoltato negli ultimi tempi!
Completamente catchy, resta in testa a lungo, un pezzone!



Però devo essere sincero, non ho ancora parlato di una traccia presente nell'album...
Il singolo di lancio del disco, "No Future", che è stato accompagnato da un video (terribile), è probabilmente quanto di più basso raggiunto dalla band, una canzone VUOTA, se avessero usato "Memento Mori" come singolo di lancio, sicuramente avrebbero fatto un figurone.
Ma poi, vogliamo parlare del "And now, let's learn a new Italian word: VAFFANCULO!"

Cioè, siamo seri? L'alternatività over 9000, veramente una cosa di una tristezza allucinante secondo me.



In conclusione, il disco suona bene, la produzione è ottima, il problema appunto è che ci sono 11 canzoni di puro nulla, avessero fatto un Ep di poche tracce che comprendeva le prime 4 canzoni e l'ultima, avrebbero fatto un figurone della madonna e avrebbero giustificato la loro "entrata" nella InVogue, ma con un lavoro del genere, è abbastanza ovvio che in Italia vengano poco apprezzati.



REVIEWED BY MALBESO TORSO
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About Edoardo Del Principe

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