The room Colored Charlatan - Primitives


Ladies and Djentleman, so here it is "Primitives" by ' The Room Colored Charlatan'. This CD is very majestic, and "Instinct" is my favourite song. From that track we can understand how the album is arranged and composed.
This album is made up by a massive guitars work, which is both violent and melodic, and some melodies could remind you bands such as 'Plini' and ' The Contorsionist'; this is album's vital point because just a few bands can switch between breakdowns and arpeggios wiuthout being annoying. We're talkin' about serious riffing here.
Rhytmic section is supported by bass and drum, and both achieve their goal, but they can't improve the quality of the tracks, because they're just a base, while most of the work is made by the guitars. The only track that puts on the same level guitars, bass and drum, is "Native Habitat".
I'm sorry, but now I have to tell you what I didn't like in this release: Jared Bush's voice. His voice do not mixes with the atmosphere created by the instrumental section, which requires another kind of voice. Though, there are parts where the voice of Jared Bush works but there are just a few of them.
This album deserves to be listened to, because the only thing that does not work is the voice. A really good album that could have been a masterpiece if its development had been better. [translated by Lorenzo Naturale]



Ladies and Djentlemen ecco a voi "Primitives" dei The Room Colored Charlatan.
Questo disco si presenta davvero in modo magistrale, con "Instinct” che tutt'ora dopo vari ascolti è ancora la mia preferita di tutto il disco. Da questa traccia si riesce già ad avere un indizio su come sarà la struttura alla base di tutto il disco, indizio che poi troverà la sua conferma con le traccea seguire.
L'album si articola con un guitar work suggestivo che si alternerà tra parti violente, cadenzate e parti molto melodiche che potrebbero ricordare lavori di band come Plini e The contortionist, questa componente a parer mio è davvero il pilastro fondamentale di tutto il disco dato che poche band riescono a passare da breakdown ad arpeggi senza risultare oltremodo fastidiosi. Insomma, qui si parla di un riffing composto egregiamente che sostiene il disco perfettamente.
Il comparto ritmico è gestito da basso e batteria che riescono a sostenereperfettamente il disco senza però contribuire in modo effettivo al lavoro molto più ampio creato dai chitarristi  fatte alcune eccezioni come la traccia "Native Habitat" che vede chitarre, basso e batteria messi alla pari.
Ora però mi tocca parlare della cosa che meno mi è piaciuta di tutto il disco, la voce di Jared Bush. Senza dubbio la sua timbrica non riesce ad adattarsi allo sfondo pressochè perfetto creato dal resto della strumentazione, dato che con una base strumentale così varia mi sarei aspettato un range vocale di tutt'altro livello. Ovviamente ci sono delle parti in cui Bush riesce ad adattarsi perfettamente però purtroppo sono poche.
In ultima analisi quindi questo disco merita sì un ascolto, dato che l'unico punto da biasimare sul serio è stata la parte delle voci. Un album davvero ben costruito che se fosse stato curato meglio sarebbe potuto risultare un capolavoro.







Andrea Facchinello

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