Recensione: Ufomammut - Ecate "Extraterrestri"

Dopo l'ottimo Oro (RIP Mango) uscito in due mandate nel 2012 a tre anni di distanza gli inossidabili Ufomammut, che non dovrebbero aver bisogno di alcuna presentazione, tornano sulle scene in modo particolarmente prepontente con il loro nuovo opus, programmaticamnte intitolato Ecate. Se le due parti di Oro facevano presagire la ricerca alchemica e l'elevamento dell'uomo allo stato di divinità con Ecate ci si può aspettare un tema più funebre e collegato all'esplorazione del mondo dei morti o quantomeno del lato più oscuro della magia. Ecate è infatti un'antichissima divinità, nel mito stesso le sue origini affondando prima di quelle degli dei olipimici medisimi restando da essi quasi scollegata e perché no forse quasi temuta. Il suo attributo è quello di presiedere ai crocicchi, luogo magico per eccellenza, dove nell'antichità erano presenti sue statue dove era raffigurata come una donna a tre corpi o a tre teste. A lei si votavano maghi streghe per il suo rapporto stretto con il mondo delle Ombree in quanto inventrice medesima della stregoneria.
Già soltanto leggendo il titolo del disco mi si era creato questo mood di magia e mistero, il quale poi viene magistralmente orchestrato dagli Ufomammut con il loro Stoner Doom dalle tinte psicheliche, ma fosche e vista la tematica direi quasi occulte. Notevole l'uso dei synths nell'intro del primo brano che prelude alla calata nel mondo della magiae pone le basi per lo sviluppo del disco che si articola, al solito come un tutt'uno, nel quale i movimenti non sono scanditi dai diversi brani, ma anzi ogni brano al suo interno può contenere le più anime differenti della band. Come esempio esemplificativo di ciò si prenda la terza traccia Chaosecret, dove si passa da uno Space Rock in salsa oscura a un pesantissimo riffing Doom con punte quasi Sludge. In Ecate infatti assistiamo a un certo processo di polarizzazione degli estremi, in cui i passaggi rarefatti si fanno sempre più aerei e incorporei, conditi con linee vocali mistiche e intelleggibili usando filtri mentre i passaggi corposi risentono della massa di fango che lo sludge sa riversare sull'ascoltatore. Allo stesso modo in molti passaggi la voce che spesso era stata usata dagli Ufomammut più come uno strumento astratto passa invece a farla da padrone con linee vocali ben più corpose. Gli Ufomammut firmano un disco ipnotico che è in grado di trasportare l'ascoltatore tra mondi diversi, antitetici tra loro e per questo complementari: ci si può perdere in mezzo alla psichedelia o scapocciare lentamente tenendo il ritmo con lo Stoner Doom, ma il feeling globale è sempre quello. È per questo che gli Ufomammut non ne sbagliano una.




Ecate Track Listing:
1. Somnium
2. Plouton
3. Chaosecret
4. Temple
5. Revelation
6. Daemon

Recensore: Giorgio Gubbiotti

SENTENZA: Alieni.




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