Recensione: Apophys - Prime Incursion "Debutto scoraggiante"

NIENTE
Prime Incursion è tutto quello che non voglio sentire oggi nel Death Metal. La brutta copia degli Hideous Divinity chiamata Apophys si cimenta in questo debutto niente di meno che su Metal Blade. Ti aspetti dei fenomeni da baraccone con gli strumenti o dei veri e propri newcomers da copertina, invece quello che hai tra le mani, metaforicamente parlando, è quel mischiaticcio indefinito di Brutal tanto per essere brutal, Technical Death Metal per essere TAKE THAT. E scusate se sembrerà l'ennesima recensione piena di odio e fastidiosa da leggere ma con questi cd non si va da nessuna parte.
Errore da principianti 1: quando il bellissimo cantante parte con le proprie ritmiche (probabilmente l'unica cosa positiva del cd) sotto di lui praticamente sempre c'è il nulla, non c'è un main riff importante sul quale canti, non c'è un riff con gli accenti particolari, non c'è un pattern che ti faccia ricordare la metrica usata, sembra che ognuno vada per conto proprio e basta. 
Errore da principianti 2: I suoni delle chitarre sottili, quasi indefiniti certe volte che non riempono per niente l'ascolto che si lascia intrappolare da sonorità gelide e nessun tipo di spessore. Nemmeno il basso stesso riesce a catalizzare su di se almeno il rinforzo della doppia cassa. Il cd suona come se tutti gli strumenti fossero a 3km di distanza, ad eccezione della voce (anche troppo vicina).
Quello che viene fatto non è tanto diverso, come accennavo, da quanto proposto dagli Hideous Divinity ma quanto proposto dal gruppo Olandese se pur voglia sembrare nuovo suona vecchissimo di un secolo. Il problema è quindi alla radice, avevano gli Apophys qualcosa da dire? Assolutamente no.


1. Dimensional Odyssey 03:44 
2. Miscreants 04:22 
3. Requiem for the Absurd 04:15 
4. The Antidote 03:56 
5. Ego 05:45 
6. The Sentient 04:16 
7. The Final Step 03:44 
8. Humanity’s Epilogue 04:43 
9. The Red Planet 03:46 

Recensore: Edoardo Del Principe

SENTENZA: La fine del Death Metal





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