Recensione: Refused – Freedom "Segatron"

Ah che figata il nuovo album degli Arcade Fire. No calma, c'è qualcosa che non va. Inutile girarci troppo intorno, il nuovo album dei Refused non funziona. Non fila, non scorre, non va. Quando scoprii che a distanza di 17 anni dal monumentale The Shape of Punk to Come i Refused sarebbero tornati con un lavoro nuovo di zecca, l'eccitazione era forte e le aspettative alte; tuttavia davanti al dato materiale tutta la mia esaltazione è andata a farsi fottere. Tre singoli hanno preceduto il platter: tre brani scelti in maniera alquanto ottimale, se si considera che questi sono proprio gli unici pezzi veramente validi del disco. In ordine temporale: Elektra, l'opener, canzone tirata, ficcante, fresca, suona esattamente come dovrebbe suonare una canzone dei Refused. E fin qui tutto regolare, se non fosse che a posteriori ho scoperto che il brano è stato scritto a 16 mani con l'aiuto del produttore Shellback. Secondo singolo: Francafrique, altro gran pezzo, decisamente meno canonico del secondo, ma altrettanto catchy, l'unica critica che mi sento di avanzare in questo caso è sul testo.. la propaganda pro-vegan è una cosa che per quanto mi riguarda dovrebbe rimanere completamente estranea alla musica.
 Terzo singolo, quello che è senza ombra di dubbio il miglior brano dell'album: Dawkins Christ, ecco, questo è il pezzone, la canzone perfetta scritta per i fan di vecchia data, fuori dai denti qui siamo ai livelli di una New Noise, insomma, la perfetta hit per adulti e piccini. Adesso veniamo alle note dolenti, proprio l'ascolto Dawkins Christ considerando il resto del disco lascia l'amaro in bocca: Se i Refused con quel brano hanno dimostrato di essere ancora in grado di comporre musica di livello eccelso, il resto di Freedom suona come una vera e propria presa per il culo. Intendiamoci, io amo i Clash, amo gli Arcade Fire, ma sinceramente se metà di un album dei Refused scimmiotta brutalmente Sandinista e Neon Bible, io non posso ritenermi soddisfatto di quel dato album dei Refused. A riprova della mia tesi, andiamo a osservare il fenomeno empirico per cui un certo Nick Launay risulta essere sia il produttore dei moderni Refused che degli Arcade Fire.
Sarà un caso? Io dico di no. Inutile soffermarmi sui difetti dei singoli pezzi rimamenenti, ascoltare per credere. L'ultimo brano su cui mi sento di soffermarmi rimane 366, e di certo non per una lode emerita: La canzone plagia spudoratamente la title track del classico del '98. Non spreco insulti, rimane solo tanta amarezza, non riesco davvero a comprendere come sia possibile che una band seminale, fondamentale, che ha sempre scansato il compromesso, sia riuscita a scadere così facilmente in una proposta musicale-parodia di sé medesima.

Chi scrive, come suppungo qualunque altro fan dei Refused, si aspettava un altro album dei Refused, e Freedom in questo fallisce su tutta la linea. Per carità io in primis apprezzo l'evoluzione di una band, ma in questo caso denotiamo solamente una grossa paraculata più che una vera e propria evoluzione. Basta, ho spoilerato anche troppo. Che delusione. Forse vi mancano le proteine.. na bella bistecca no?


Tracklist:
1. Elektra
2. Old Friends / New War
3. Dawkings Christ
4. Françafrique
5. Though Is Blood
6. War On The Palaces
7. Destroy The Man
8. 366
9. Servants Of Death
10. Useless Europeans


SENTENZA: Bello il nuovo dei Faith No More. 




Recensore: Malleus
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