Il Chaos in forma: Revocation - Deathless


Se fossi in possesso delle qualità tecniche e singolari di David Davidson, probabilmente sarei in giro a salvaguardare il mondo dal male con la mia 6 corde! E la Terra senza dubbio avrebbe la miglior difesa di tutto il Sistema Solare (o almeno questo era quello che pensavo prima di ascoltare il nuovo lavoro dei Revocation). Non che lo consideri un passo falso, anzi la costanza di questa band mi meraviglia di album in album. Potrei in parte giustificarli dal fatto che l’ultimo lavoro risale ad un anno fa, forse avrebbero dovuto prendersi più tempo per registrare queste 10 canzoni. Davidson che ci ha regalato prove musicali uniche e pregiatissime, a partire dai riff incalzanti per finire agli assoli ‘da far rizzare i capelli ad un calvo dalla figaggine e da erezione assicurata, in questo nuovo album sembra che i tentativi di mettere in risalto la matrice Old School non siano stati studiati perfettamente dalla band. E' come se mancasse il giusto mattone per completare l’opera. Una cosa è sicura, hanno trovato definitivamente il loro sound, che si rifà all’ Heavy Metal degli anni ’70 -’80, unito al Technical Death moderno. Fin dal primo disco i nostri hanno messo in evidenza le loro abilità nel mescolare death-trash senza finire nello spropositato. Ovviamente come ogni lavoro che mette in risalto la tecnica strumentale, non basta un solo ascolto, è da superficiali giudicare un lavoro come ‘Deathless’ in un solo ascolto. In fin dei conti posso dire che gli amanti della band non rimarranno affatto delusi, anche perché la linea di composizione seguita dalla band è sempre la stessa, e appunto per questo non mi ha convinto del tutto, per via delle vocals montone e a tratti totalmente discordanti in termini di "interpretazione" con la base strumentale, ripetitive per i limiti tecnici (si intende sempre vocalmente) del leader dei Revocation, inoltre si unisce troppo spesso e male armonie classiche e riff pesanti con il risultato che tutto sembra incollato per sembrare "Revocation" ma che di anima non c'è niente. I Revocation possono tranquillamente regalarci un Masterpiece , devono trovare il giusto bilanciamento tra gli elementi, cosa che nonostante molti buoni album non è ancora avvenuta. Il cosiddetto "masterpiece" tarda ad arrivare.





 Marcello Mazza


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