Recensione: Bell Witch - Four Phantoms "Predestinati"


Quando un cd è meglio di "The Avengers 2" vuol dire che è oltre "stupendo". Ho rinunciato alla visione del film (tanto ci vado gratis con il cinema della 3) per finire l'ascolto di questo masterpiece della musica contemporanea. Questo cd non è bello perchè è "metal" o "rock" o "doom" questo cd è dotato di una oggettiva bellezza canonica che esula dalle quattro dimensioni ed entra in una quinta oltre spazio e tempo dove si incastona tra oblio ed eterna gloria. Mi scuso se mi manca il lessico da ascoltatore quotidiano di Doom per questo parlerò di questo cd come se non avesse un vero genere.
La band è un duo composto esclusivamente da ritmici (basso e batteria) che si divertono a cantare. Ma come? Quello che viene emulato vocalmente è un misto tra il rimbombo gregoriano da navata centrale di una chiesa ed il suono dello strumento a fiato tipico degli aborigeni (best spiegazione evah) e questo misto solennità, primitività e minimalismo viene affiancato da un comparto strumentale che riempe l'ascolto senza mettere in mezzo una squadra di football come gli Slipknot.
L'atmosfera non è atmosfera, non è un banale riempimento di gain, non è un banale uso dei crash o di frequenze lo-fi, quanto armonizzato e disegnato dai Bell Witch è il massimo esempio di creatività che io abbia mai riscontrato in un genere. E' come far vincere la Champions al Frosinone.
Le bellezza delle melodie è un'altra cosa non secondaria, ogni album rock o pop che sia si basa su un concetto di melodia immerso in un contesto ritmico ed è l'unione delle cose che rende un pezzo bello o meno. Di Four Phantoms non riesci a ricordare una particolare melodia perchè ogni cazzo di secondo sei circondato da questo basso onnipresente, effettato, distorto, ripulito di ogni sorta di gain ed arpeggiato come fosse una qualunque chitarra classica che echeggia costantemente sequenze di note stroboscopiche che ti ipnotizzano. L'uso di due strumenti ritmici per fare melodia è un concetto che di per se è qualcosa di straordinario ed avvincente e chiunque ami la musica sa che solo aver pensato questa cosa è sintomo di genialità. La cura nel suono di questo album, inoltre, è degna di studio ed apprensione nei libri di testo scolastici, quanto disegnato da chi sta dietro le pelli non è un percuotere inumano di pelli ed acciaio, lo scandire ed il rintoccare giocano e si intrecciano per divenire spesso un pendolo che oscilla tra la funzione puramente tecnica e quella effettistica. Ancora, una volta per concludere, la scelta dei suoni del basso, il fatto che le frequenze di esso determino l'andare della canzone è un'altro concetto che eleva quest'album. L'oscillazione dell'onda sul pick-up e lo spessore delle corde, non che il legno, l'amplificazione e l'ambiente permettono quasi di giocare con una console per rendere l'esperienza ritmica del basso qualcosa di estremamente singolare. Detto questo, le quattro tracce hanno momenti più e meno "metal" e più e meno "funeral" ma se le riesco a sopportare io, chiunque può farlo. Sono rimasto sinceramente colpito da questa genuina e spontanea estrosità, in un mondo dove Guitar Pro è la prima sala prove di ognuno, un gruppo come i Bell Witch è O2.
Io ho cercato di descrivervi l'unicità di questo album, sta a voi decidere se immergervi e santificarvi o rimanere nell'ignoranza.


Recensore: Edoardo Del Principe

SENTENZA: Predestinati



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