Recensione: Barren Earth - On Lonely Towers


Io non sono cattivo è che mi disegnano così. In verità non mi disegna nessuno, ma sapete: son modi di dire. Più che altro di tutti i recensori di questo blog mi sembra di essere anche tra i meno cattivi, ma questa premessa visto lo stile che ho deciso di tenere in questa recensione mi sembrava doverosa. Perché? Ecco perché: parliamo dei Barren Earth band finlandese che fa un genere piuttosto lungo da dire e da spiegare (anche se per questo non è un automatico "cazzo che figata"), ossia una roba che è etichettata come Progressive Melodic Death/Doom Metal. Se siete confusi e un pochetto forse è anche normale esserlo dopo un tale profluvio di parole la cosa migliore che potete immaginarvi sono gli In Mourning che suonano i Katatonia, ma diciamo i Katatonia quelli di Brave (quelli fighi secondo me, ma so che un sacco di gente mi ammazzerebbe per quest'affermazione). Per gente che ama essere più concreta: che vuol dire gli In Mourning che suonano i Katatonia? Fondamentalmente sta per dire una base Death melodico ottenuta stuprando analmente gli At The Gates (come d'altronde hanno fatto più o meno tutti dal 1995 a oggi) condita col gusto Prog Metal per i riffettini storti e inturcicati e i Katatonia entrano nelle parti lente/epiche che il combo finlandese ci propone.

Terzogenito della band viene alla luce On Lonely Towers che è il disco di cui andremo a parlare. Nella produzione dei Barren Earth On Lonely Towers si viene a inserire in modo puramente naturale. A mio avviso si ha un apporto maggiore delle tastiere che rendono più orecchiabile il risultato finale mettendo a tacere i passaggi più violenti. Qua e là si tenta pure la via con gli organi hammond, cosa che io ad oggi ricordo fatta solo dagli Absurd Existence (finalmente li posso citare in una recensione!) per dare un certo effetto retrò. Si strizza l'occhio anche a influenze più Alternative/moderniste di cui la strofa iniziale della seconda canzone Frozen Procession (non sto contando l'intro) è un chiaro esempio esemplificativo. Il problema di On Lonely Towers è però lo stesso che a mio avviso affligge in generale la produzione dei Barren Earth: si tentano di fare troppe cose e il disco non decolla mai. Nonostante dopo l'intro si parta in quarta con Howl un brano che mescola bene le anime della band, dal Death melodico malinconico nella vena degli Insomnium a passaggi lenti veramente ben studiati e tetri l'evoluzione non è delle più soddisfacenti. Infatti spesso i Barren Earth la buttano semplicemente sul melodico, affidandosi però un po' troppo ai tappeti di tastiera che tende a mangiarsi ogni cosa lasciando da parte la grinta. Il problema è anche che spesso sembrano un po' confondere il concetto di Doom con il concetto di noioso, dilungandosi troppo su alcuni brani. Va infatti anche detto che la durata dei brani è più alta che nei dischi precedenti con la title-track e la finale The Vault che durano oltre i dieci minuti, ma che forse potevano anche essere scorciate un poco. Diciamo che alle volte nei dischi precedenti i Barren Earth sembrava che facessero durare canzoni di quattro minuti come fossero di dieci, ma in senso positivo: in poco tempo sembravano riuscivano a fare talmente tante cose che sembrava quasi poco credibile. Oggi sembrano avere un po' perso queste capacità, nonostante vorrei far notare che la già citata Howl dura poco meno di sei minuti a segno che, quando vogliono, ancora ci sanno fare. A livello tecnico On Lonely Towers è quasi un gioiellino, tutti i musicisti sono di altissimo livello, si ha una presenza del basso notevole e molto gustosa nei passaggi più lenti, con la voce che le prova un po' tutte dal growling fino ai vocalizzi più Alternative e passaggi di stampo quasi lirico. Anche il riffing seppur non eclatantemente originale si mantiene di livello alto. Il problema di On Lonely Towers è quindi tutto nella struttura dei pezzi che tende a diventare pesante più ci si avvicina alla fine. On Lonely Towers resta quindi un disco a metà che invece di decollare affonda e il problema è che sembra farlo in modo consapevole e per questo direi che è davvero un peccato.


TRACKLIST
01. From The Depths Of Spring
02. Howl
03. Frozen Processions
04. A Shapeless Derelict
05. Set Alight
06. On Lonely Towers
07. Chaos, The Songs Within
08. The Vault

Recensore: Giorgio Gubbiotti

SENTENZA: 6 persone sono troppe per fare Doom




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