Gli August Burns Red hanno riscritto le regole del Metalcore


Ci sono persone che sono fatte per i video, altre più ancorate a mettere caratteri neri su uno sfondo bianco. Avrei voluto farne una video recensione per essere ampiamente esaustivo ma mi risulta più friendly questo mezzo...

Dissi di R&R "E' il loro cd più tecnico" ora lo è Found In Far Away Places. Tecnico è assolutamente riduttivo per come la vedo, non è solo una complessità di riff ma anche di strutture delle canzoni, è il loro cd meno immediato e forse è il più grande rammarico di tutto questo lavoro. Matt Grenier e JB sono gli assoluti protagonisti di questo capitolo con evoluzioni e piroette che fanno salire di un'altro gradino questa band verso l'immortalità. JB ha costruito le migliore linee soliste di tutta la discografia della band, roba da piangere per la bellezza tra citazioni ad Ennio Morricone (Majoring in the Minors) e strizzate d'occhio al loro lato più neoclassico.
Probabilmente l'unico rimpianto è derivato dall'estrema complicatezza delle canzoni che se si lasciassero ascoltare in modo più friendly sarebbero state le 11 migliori canzoni della loro discografia. Hanno fatto passi da giganti dopo un mezzo passo falso come R&R in cui oltre i singoli non c'era del materiale all'altezza del nome, hanno riesumato la sperimentazione di Leveler (Separating The Seas, Everlasing Ending, Blackwood, Vanguard) andando oltre ad accenni con pure suite fuori genere che donano quella varietà e quella brillantezza che solo i veri geni riescono a dare. Qui si parla di un livello trascendentale al metalcore dove qualunque gruppo che si cimenti in questo deve guardare dai piedi di una montagna questo gruppo oramai instoppabile nella propria scalata all'immortalità. Il metalcore nel suo periodo più buio pieno di cd premasticati sta vedendo uscire un cd che è paragonabile per importanza a Covenant dei Morbid Angel nel Death Metal.
Found In Far Away Places non è per niente easy listening, non è per un cazzo amichevole nell'ascolto e devi concentrarti veramente ascolto dopo ascolto per assimilare tutto quello che hanno voluto dire in questo cd, il primo trittico è assolutamente il più friendly ma andando avanti è evidente lo sforzo proprio compositivo di mettere in piedi qualcosa che fosse la quintaessenza degli August Burns Red, un gruppo che non so se ritroverà mai l'ispirazione di Constellations ma che sicuramente porta avanti un discorso musicale che inquadra talmente tante sfaccettature e possibilità da diventare sempre più complesso e completo allo stesso tempo.
Più passa il tempo più questi ragazzi si dimostrano degni di essere considerati veramente gli Iron Maiden del genere, ogni volta spostano l'asticella del genere verso un'altro punto e per tutti diventa veramente impossibile raggiungere o solo mirare a questo obiettivo.
Il vizio progressive metal inizia a farsi pesante in canzoni come Broken Promises e Vanguard e questa potrebbe essere la nota veramente in più sul quale il gruppo potrebbe decidere di puntare in futuro, attualmente non si può più parlare di semplice metalcore, e già si sa da un pezzo ma qui, in questo cazzo di cd c'è scritta la storia di un genere.
E non ho letto ancora i testi.

Probabilmente ho saltato diverse cose che volevo dire e che magari in un video avrei detto con più meticolosità ma devo rendere il tutto altamente digeribile come il latte, sperando che stiate leggendo queste righe ed avete capito perchè sono arrivato fin qua. NON fermatevi ad un ascolto passivo o distaccato, cuffie inserite e riproduzione in loop del cd, distesi sul letto a guardare il soffitto a pensare cosa state ascoltando, cercando di capire anche i vari testi. Dovete immergervi


Tracklist:
1. The Wake
2. Martyr
3. Identity
4. Seperating The Seas
5. Ghost (feat. Jeremy McKinnon)
6. Majoring In The Minors
7. Everlasting Ending
8. Broken Promises
9. Blackwood
10. Twenty-One Grams
11. Vanguard

SENTENZA: GOD BLESS ABR


Recensore: Edoardo Del Principe


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