Being As An Ocean, maturazione od involuzione?


ll terzo cd è quello decisivo, quello dove si vede se sei un fesso od uno che ha le palle di andare avanti e dire qualcosa. L'ultimo cd dei BAAO e' stato abbastanza un fail, pieno di fuffa, ritornelli ultra gay ma stucchevoli riascoltati alla quarta volta. La paura per questo nuovo S/t era veramente alta ed il singolo Little Richie mi aveva sboccare. Metto le mani trai capelli e cerco di ascoltare questo cd senza pregiudizi.

Il problema più grande è che non sono più la band di Deag G-d, cd che ho ascoltato ed amato in modo viscerale, avevano prodotto un tipo di sound così altamente non metal, altamente non hardcore, era il niente, quel sound non era niente, erano loro, era una litania ed un canto messo su note che voleva dire a tutti qualcosa di importante, un qualcosa che parte dal cuore, concetto oramai estraneo a qualsiasi forma d'arte. Su questo album, nonostante stiamo parlando di qualcosa più vicino al metalcore, lo spirito è lo stesso del primo cd. Abbiamo una base ritmica e melodica totalmente immersa nel continuo duello tra Joel e Michael, un duello che è perfettamente calibrato ed inserito in maniera esemplare, tutti i difetti del precedente album sembrano veramente spariti e hanno donato da un bozzolo informe una creatura perfettamente completa. Sono sinceramente stupito di come mi abbiano ascoltato

-Via la fuffa di merda fatta di violini che allungano canzoni di 2 minuti fino ai 5, meglio fare canzoni brevi ma ricche di contenuto
- Un rullante che non sembri quello di un gruppo pop
- Un pedale della cassa che non risucchi frequenze a cazzo
- Micheal che non canta le parti sulle quali non arriva Joel, fa altro, non c'è forzatura nell'interpretazione delle parti
- La semplicità delle canzoni che non durano 4 anni, strofa ritornello bridge e tutti a casa

Being As An Ocean avete raggiunto la lode e la maturazione, avete levato tutto quello che di sbagliato aveva il secondo cd che più che dei BAAO sembrava dei Being As Elijah. Questo S/t non è autotitolato a caso, questo rappresenta l'anima e l'essenza di una band rinata dopo i cambi di line up.
La varietà della tracklist, la varietà nei ritornelli e nei cori, la cura con cui sono state poste le linee vocali sopra una certa ritmica è da applausi. Non avrete scritto qualcosa di immortale come "The Hardest Part..." ma alla luce di questo cd, le canzoni sembrano, nonostante non abbiano quell'estro geniale, le più mature della loro discografia ed è questo il gol più grande. Hanno dimostrato di poter scalare ancora questa rampa, questa loro carriera potrebbe avere senso di continuare anche dopo un Dear G-d. Un gruppo, ora, in totale ascesa.


Track Listing
01) Little Richie
02) Ain't Nobody Perfect
03) The Zealot's Blindfold
04) Sleeping Sicarii
05) Judas, Our Brother
06) St. Peter
07) Forgetting Is Forgiving The I
08) The World As A Stage
09) Sins Of The Father
10 )… And Their Consequence

SENTENZA: Il Mare Davanti


Recensore: Edoardo Del Principe


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