Live Report: The Black Dahlia Murder + Suicide Silence & altri


Credo di aver realizzato solo parte di quanto accaduto il 23 Luglio.
Partiamo dai due lati negativi così ci togliamo il sassolino. La distanza tra pubblico e fan era troppo, il concerto open air ha pro e contro, questo è il contro ma con band come i TBDM non puoi togliere l'interazione col pubblico. Pubblico, tra l'altro, estremamente esiguo per una data di queste proporzioni a QUESTO prezzo. Per il resto la location all'aperto del Jungle ha soddisfatto in tutti i suoi aspetti, pure delle panchine panchine all'ombra avevano messo.
Essendo venuto con i mezzi mi sono perso la prima band e credo che nessuno me ne vorrà.
Dei Carnality non sapevo una cippia lippa e credevo di dover vedere il solito minestrone brutal senza anima, invece questi ragazzi hanno messo su un bello show con pezzi che avevano in se il concetto di "groove" spesso si avevano rallentamenti e dimezzanti interessanti, qualche parte solista fine ed un cantato meno brutal di quello che si può credere. Ottima prestazione, e non sarà la prima rivelazione della serata.
Parlare dei Juliet Massacre è come starvi a dire perchè la gente fa Deathcore in Italia. Loro non è che hanno voluto fare Deathcore, incarnando l'essenza dei primi Black Dahlia, primi Suicide Silence, Despised Icon e Waking The Cadaver quello che noi associamo con questo è la parola Deathcore ma attualmente il tipo di Deathcore proposto dal sestetto di Vasto è quasi estinto. Due cantanti, riff come sassaiole tra armonizzazioni Swedish e breakdown che coinvolgono all'uniscono tutti i membri, pure le voci. Vedere duellare Antonio ed Alex per la prima volta ha fatto un certo effetto su di me, i due cantanti hanno tenuto ottimamente il palco ed hanno dimostrato le loro potenzialità, grazie anche ad una ottima acustica generale.
Dei Black Tongue conoscevo solo il sapore di coglione fritto che usciva da ogni loro canzone che ho ascoltato su Youtube. Ho dovuto rivedere la mia posizioni su questa band perchè la professionalità e la cura dello show messo in piedi è stata ottima. Senza bassista ma pieni di basse e bass drop in ogni dove il gruppo di Metal Blade Records ha catalizzato l'attenzione di molti fan del gruppo presenti allo show (cosa che mi ha sorpreso). A parte i piedi del cantante che sembrano quello di Frodo Baggins tutto il resto dello show è stato esemplare, un muro ritmico all'unisono, scandito e mortale, ottima presenza scenica.

Poi.
Porcamadonna.
Devo ancora realizzarlo.
Gesù.


Hanno suonato poco, circa un'oretta, non hanno fatto molte canzoni importanti, però loro sono loro. I The Black Dahlia Murder sono il miglior gruppo Death Metal in circolazione per quanto mi riguarda.E potrete odiarmi per questo ma la carica che danno live vorrei vederla dare da tutti i gruppetti brutal e technical che amate, proprio.
Apertura affidata ad "In Hell.." e "Moonlight Equilibrium" per poi passare al super mid tempo "On Stirring" e rilanciare l'asso con "Statuory Ape". Si susseguono Raped In Hatred By Vines Of Thorn, una inaspettata Deathmask Divine, la nuovissima Vlad, Miasma, Melanchement Of The Necrosphere e Their Beloved Absentee che non capisco come abbia fatto live a prendere il posto di Goat Of Departure. Conclusione affidata a "What Horrible" e l'immancabile "I Will Return". Per quanto mi riguarda è il quasi show della vita visto che mancano almeno 4-5 canzoni fondamentali, un paio di Unhallowed, Necropolis su tutte per dire, ma la prova dei 5 americani è stata fotonica nonostante, tengo a sottolinearlo, ULTIMA data del loro tour europeo.

Per parlare dei Suicide Silence bisognerebbe riscrivere il vocabolario e se questa gente mangia di musica c'è un motivo dietro. Setlist di un'ora e spicci utilizzata per lanciare solo le migliori canzoni, tanto per cominciare Budgeoned To Death, No Pity For a Coward e Wake Up. Poi si è passati al passato più o meno recente ripescando tutti i singoli degli ultimi due album da Slave To Substance a Cease To Exist, NESSUNO lasciato per strada, per quanto mi riguarda la setlist perfetta dato che ha incluso Sacred Words, forse la migliore dell'ultimo album, ha anche live quella varietà di formule che manca molto al gruppo attualmente. Chiusura affidata a You Only Live Once e pubblico che zompava nemmeno toccasse terra mine anti uomo.
Suoni e presenza scenica da 30 con lode e stretta di mano del rettore, la professionalità e la disponibilità mostrata dal gruppo anche post concerto ha meravigliato. Crew che dava polsini dei Suicide Silence a gente "prescelta" e Mark che si metteva in posa con facce improponibili per le foto coi fans. Questa gente ama quello che fa e lo fa trasparire.


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