Progressive Chic: God Is An Astronaut - Helios Erebus


Nei primi sei mesi dell'anno corrente ho recensito alcuni album di post-rock su questo blog. Alcuni aggiungevano qualcosa di nuovo, di piccolo, ma di nuovo, altri invece proponevano la stessa solfa. Quest' album fa parte della seconda categoria. Non ho mai condiviso l'entusiasmo della folla per i ragazzi irlandesi nonostante riconosca che il loro ' All Is Violent, All Is Bright' abbia segnato un determinato modo di fare musica ed una generazione. L'unico problema resta la ripetitività della band (e del genere) che da ormai troppi anni s'è fermata alla sua canonica forma (e sonorità) e non riesce più a ricreare con ispirazione quelle fantastiche atmosfere di ormai una decade fa (ndr: scrivendo 'decade fa' mi sento vecchio da morire) L'album in sé non ha particolari difetti; nel bene o nel male sono sempre gli stessi God Is An Astronaut degli ultimi anni; hanno il loro stile, il loro sound ed il loro percorso. Il vero problema (e qui mi riferisco alla band, più che all'album) è la mancanza d'ispirazione. Il post-rock è musica d'atmosfera, ed un album post-rock che non riesce a creare una determinata atmosfera, un determinato mood, perde almeno il 50% (se non di più) del valore complessivo. E' come un album dei Talk Talk senza contaminazione, risulterebbe piatto e fine a sé stesso. Forse solo questo è il problema di questo 'Helios Erebus', che non ti regala nulla di nuovo. Un album stantio, anche se sarebbe corretto dire 'un genere', ai tempi d'oro della prima decade del duemila; un album che sicuramente riesce a raggiungere la sufficienza piena, ma che s'accontenta di farlo in modo svogliato e senza nulla da aggiungere, solo l'ennesimo album post-rock per gli amanti della band che sicuramente lo osanneranno, mentre per l'ascoltatore medio sarà solo l'ennesimo album post-rock nella media che rimarrà nell'anonimato. Sicuramente non lo consiglierò a chi mi chiederà 'cos'è il post-rock ?', ma se siete in fissa con il genere sicuramente riuscirete a farvelo garbare, per quanto mi riguarda non l'ascolterò più dopo questa recensione, fortunatamente c'è qualcuno (specialmente qui in Italia) che ha saputo ereditare e portare avanti la causa del post-rock.


Tracklist:
01. Agneya
02. Pig Powder
03. Vetus Memoria
04. Finem Solis
05. Helios Erebus
06. Obscura Somnia
07. Centralia
08. Sea Of Trees

SENTENZA: Nomi alternative e music hipster



Recensore: Francesco Manciocchi

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