Silence In The Snow "Banale ma mai anale"

"Oddio, cade il mondo, una recensione di YDBCN."



Ci sono segnali di vita nel blog più amato da nessuno, e sono qui per parlarvi dell'ultimo controverso album di Matt Heafy e soci. Dopo un Vengeance Fall decisamente sotto tono rispetto le uscite precedenti il frontman dichiara che non ci saranno più growl nei nuovi cd e centinaia di fan già sono pronti con le asce in mano a sentire la nuova merda deflagrare. Così, quasi di nascosto, esce il singolo omonimo del cd, così che dallo stordimento forse può piacere. L'operazione è subliminale, quelli della RR ci hanno messo il carico pesante ed investito il dovuto sia a livello commerciale che visivo, questa dovrebbe essere la svolta del gruppo.
Ma cosa contiene? SITS su 13 tracce contiene almeno 8 validi singoli e questa è una media da top player. Le tracce come anticipato dai singoli sono in pieno NWOAHM con chitarroni ribassati, ritornelli powereggianti e niente di veramente intricato a livello tecnico, i cd prima sembrano technical death metal in confronto. Per ora sono solo pregi perchè il cd è pieno di ritornelli, se pur veramente semplici, estremamente efficaci e ti viene da canticchiarli realmente. Se un cd ti fa cantare non può non essere buono. Le strutture sono veramente basilari, i riff si incastrano tra armonizzazioni ed un ottimo uso della corda più bassa (di tonalità) per dare il giusto spesssore, la sezione ritmica è una accurata sostenitrice del cantato di Heafy, insomma un cd che ci prova in tutti i modi a non voler piacere ai metallari e che prova a dire ad un mercato più mainstream "hey, ci sono". Questo è l'unico punto cieco che mi sento di trovare in un'uscita come questa, il fatto che penso piacerà solamente negli States, che in Europa questa roba qui viene schifata se non ha i breakdown e che molti fan nemmeno si sforzeranno di capire quanto di buono c'è in questo cd.
Ci si potrebbe lamentare dell'estrema semplicità, della pochezza di certe canzoni, ma se Dead and Gone mi rimane in testa marchiata fuoco, Until the world goes cold fa lo stesso, Beneath The Sun ancora di più. Per me quello dei Trivium è un salto nel vuoto fatto con coraggio ed io mi troverò a canticchiare certe cose ancora ed ancora nel corso degli anni come ho sempre canticchiato fino allo sfinimento Built To Fall e Watch The World Burn. Certo, il paragone con quest'ultime è emblematico di come si potrebbe rendere con un po' più di sforzo certe canzoni da carine a immortali in una discografia. Il paragone c'è e pesa, questa semplificazione è voluta per aprirsi ad un nuovo bacino d'utenza (quello dei Nickleback) e potete storcere il naso ed avete il diritto di dire che se avessero messo un po' dei vecchi Trivium in queste idee ci sarebbe stato sicuramente più da godere, ma anche così, non posso dire male.



Tracklist: 
1. "Snøfall" 1:28
2. "Silence in the Snow" 3:40
3. "Blind Leading the Blind" 4:25
4. "Dead and Gone" 3:46
5. "The Ghost That's Haunting You" 4:09
6. "Pull Me from the Void" 3:53
7. "Until the World Goes Cold" 5:21
8. "Rise Above the Tides" 3:54
9. "The Thing That's Killing Me" 3:30
10. "Beneath the Sun" 3:56
11. "Breathe in the Flames" 5:11

SENTENZA: Banale ma mai anale




Recensore. Edoardo Del Principe



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