Live report Tempest + Storm{O} + Wwounds Milano Spazio Ligera 11/07/2015


L’estate più calda degli ultimi gesùcristomila anni. Ma considerazioni alla Studio Aperto a parte: arrivo davanti a questo bar (sì, il Ligera Club è un bar di periferia) (sì, sbronze ignoranti e bestemmie) al termine di una lunga giornata di feroce caldazza, con qualche amico appresso, cosciente del fatto che assisterò a un evento estremamente underground: mi aspettavo non più di 40 persone, e tali eravamo. Poche persone sull’uscio, la vista di qualche t-shirt degli Storm{O} mi fa presagire che in ben pochi presenziano l’evento perché fan dei Tempest, cosa più che plausibile dato che gli headliner della serata sono conosciuti più su Saturno che in Italia; ma dettagli, questo è il bello della nicchia, e se devo esser sincero mi sento estremamente fortunato ad aver assistito a un live dei Tempest, data appunto l’unicità dell’opportunità.

Per la cronaca il debutto dei Tempest, “passages” (2010), è un album stampato solamente in vinile e ne esistono appena 300 copie. Tanto per farvi capire la rarità dell’occasione. Vedere i Tempest in concerto è un terno al lotto.

Paghiamo l’ingresso (5 euro a titolo assolutamente simbolico), birretta, intravedo il buon Luca, cantante degli Storm{O}, che si mostra disponibile per un’amichevole e corposa chiacchierata sulla carriera del combo e per quattro cazzate, soprattutto per quattro cazzate: io vi giuro che ho cercato di rapportarmi con lui in maniera professionale in previsione di questo report, ma faceva davvero troppo caldo e c’era davvero troppo punk nell’aria; quindi a una certa (dopo circa 0,6 secondi) la chiacchierata è scaduta in toni prettamente cazzari, vi basti sapere che l’umiltà, la simpatia e la disponibilità del personaggio sono state davvero impagabili.
Scendendo nel seminterrato dal Ligera riesco a stressare anche i ragazzoni canadesi dei Tempest, anche loro sorridenti e propensi alla chiacchiera. In particolare la mia t-shirt “hand-made” con la copertina di Passages attira l’attenzione di Scott, uno dei due chitarristi, il quale mi chiede di scattare una foto con lui (evvai cazzo, adesso sn la loro grupie hihihih). Ciò che mi ha veramente lasciato colpito della chiacchierata, anche in questo caso è l’umiltà dei personaggi, girare l’Europa con pochissimi mezzi a disposizione e una strumentazione minima è veramente un’esperienza per pochi, questo vuol dire trasudar passione.

Veniamo ora alla musica:

Wwounds:
Dopo un breve sound check gli hardcorer milanesi attaccano a suonare davanti a un pubblico piccolo ma decisamente partecipativo, l’atmosfera è ottima, il suono un po’ meno, fuori dai denti: Già l’acustica del seminterrato del bar non è il massimo, se poi i settaggi non sono perfetti, è normale che ti senti i gabbiani uscire dagli ampli. Ma anche i gabbiani sono punk quindi va benissimo. Mezz’oretta di esibizione concitata, un bel bordello, tuttavia se devo esser sincero questi opener non mi hanno entusiasmato, sicuramente sulla resa generale gravava l’inadeguatezza dell’impianto, però se tot pezzi hanno gli stessi giri.. vabè, onere ai posteri, ma per me esibizione da 6,5, massimo 7.




Storm{O}:
Per i più dei presenti ovviamente questo era il piatto forte della serata. Non nego che da tempo che ero curioso di veder dal vivo i 4 ragazzi di Belluno, e la mia curiosità è stata ampiamente appagata: La qualità dei suoni migliora, l’atmosfera è ancora più concitata ed assolutamente face-to-face. Mezz’ora di delirio post-hardcore. Rocciosi, maestosi, compatti, cazzottoni in faccia e nichilismo. C’è ben poco da dire, se siete amanti del genere dovete assistere almeno una volta nella vita a un live degli Storm{O} . Se esiste un futuro nella scena post-hardcore italiana ed europea, puntate su di loro a occhi chiusi, perché io dico che un giorno potremmo concretamente trovare questi ragazzi annoverati nel rooster della Deathwish inc. c’è bisogno di presentazioni? Io dico di no. Assoluti.




Tempest:

Se per i gruppi precedenti i partecipanti erano una quarantina, non dico che per i Tempest il pubblico si sia dimezzato, ma quasi. Ulteriore riprova che gli headliner morali della serata erano gli Storm{O}. Amen, pochi ma buoni. L’esibizione permeata da un’atmosfera che oserei definire intima (il cantante mi sudava addosso), è preceduta da una breve introduzione in cui il singer spiega brevemente al pubblico chi sono i Tempest e cosa fanno, tuttavia quando i 5 iniziano a suonare la musica risulta estremamente più esplicativa dell’introduzione. Innanzitutto rimango colpito dalla nitidezza dei suoni, gli ampli sparano quel misto di post hardcore-crust-black metal con una precisione disarmante. Potentissimi, cupi, alieni. La set list verte quasi interamente sul nuovo lavoro omonimo, per ora disponibile solamente in audio-cassetta (500 copie) e su band-camp (gratis). Quindi tecnicamente io stesso ignoravo ciò che stavo ascoltando, non avendo ancora avuto la possibilità di ascoltare Tempest causa pc rotto, tuttavia devo dirvi che l’esperienza di assaporare dal vivo quegli inediti è stata fantastica, perché in quei frangenti ci si rende conto che l’underground è veramente vivo soprattutto nelle esperienze faccia-a-faccia. Una sensazione di genuina complicità, una sinergia potentissima mi ha pervaso in quei momenti. Eravamo una ventina di persone in quel seminterrato, ma eravamo un tuttuno con la musica, disarmati all’unanimità. Mani basse e lacrimoni per uno dei live più intensi e magici ai quali io abbia mai assistito. Una tempesta.

Nota sulla dimensione umana: Finito il concerto ho abbracciato il cantante dicendogli qualcosa del tipo che quando la musica viene dal cuore non ci sono barriere, solamente pura energia da condividere. E lui mi ha ringraziato con una sincerità incredibile. Queste sono le esperienze che ti fanno veramente vivere la musica in maniera concreta.. se ci penso ancora adesso mi si bagnano gli occhi.
Nota per la rubrica “shit happens”: In 23 anni di vita non ho mai perso le lenti a contatto. A metà del live la lente destra mi ha abbandonato, subito ho dovuto sopprimere la sinistra, quindi non ho visto un cazzo, ma tranquilli che ho sentito tutto. Tutto. Non vedere un concerto is the new vedere un concerto.

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About Edoardo Del Principe

YDBCN è un collettivo di persone disagiate che odia la musica
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